RSS: Lo spettacolo "Time" nel racconto della docente di Scienze Motorie


Riflessioni sullo spettacolo “Time”

Nell’ambito del progetto eTwinning/Comenius Ready, Steady, Slow, uno dei miei compiti è stato quello di occuparmi di una parte dello spettacolo con cui accogliere le delegazioni Comenius, ospiti del nostro Liceo dal 10 al 15 febbraio 2014.

Titolo d’obbligo, visto il tema portante : “Time”.

Sarebbe stato facile prendere un canovaccio già collaudato e tramite audizione assegnare a ciascuno una parte. Noi abbiamo preferito metterci insieme con gli alunni attorno ad un tavolo, ascoltare le loro proposte e costruire giorno dopo giorno.

Tra 1200 ragazzi avremmo potuto sicuramente trovare tanto, ma abbiamo scelto una classe, la 4H di via Procida, per occupare quei 20-30 minuti messi a nostra disposizione. La classe ha infatti al suo attivo diversi riusciti progetti eTwinning e il consiglio di classe è molto aperto all’integrazione nel curricolo della progettazione europea. Inoltre, da tempo il cdc aveva individuato precisi obiettivi formativi e relazionali che avrebbero potuto essere raggiunti attraverso il coinvolgimento degli alunni in uno spettacolo per scolaresche internazionali impegnate in un progetto comune.

La sfida è stata quella di riuscire a riempire la parte dello spettacolo assegnataci con il ”materiale umano” che avevamo a disposizione, senza andare a cercare altrove.

Il primo passo è stato caratterizzato dal raccogliere idee. Con la collega di inglese ogni ragazzo ha immaginato il suo spettacolo e la scritto in inglese.

Dopodiché abbiamo esaminato tutte le proposte per estrapolare quelle più fattibili, anche in base alla capacità di ognuno.

Così riflettendo abbiamo pensato di presentare il tempo del movimento,, caratterizzato da quel ritmo che nasce con l’universo e sta dentro di noi.

Ad ogni periodo temporale corrisponde una tipologia di danza, “ogni danza è figlia del proprio tempo”, così noi abbiamo voluto presentare un breve excursus storico, partendo da una danza di tipo elisabettiano, - molto lenta e pacata, momento in cui i ritmi erano sereni e tranquilli, dove l’uomo ancora non osava -, passando per la danza classica, - la madre di tutte le danze, attraverso la danza delle ore di Ponchielli, - per arrivare ad un espressione di movimento attuale,, dove il ritmo è sfrenato e coinvolgente, tipico del nostro modo di vivere: caotico, fuggevole,carico di adrenalina: l’ Hip hop.

Il tempo a nostra disposizione non è stato molto, febbraio è arrivato velocemente, per cui ho sensibilizzato i ragazzi ad occupare ogni momento di pausa mattutina, per limitare i rientri pomeridiani a quelli strettamente programmati e comuni con l’altro gruppo - quello coordinato dalla prof.ssa D’Eugenio.

Il non perdere tempo e avere la capacità di occupare tutti gli spazi possibili è stato un bel risultato.

Ognuno ha avuto un ruolo, dai costumi alle coreografie, e chi sapeva fare si è messo a disposizione di chi non sapeva. Ore e ore giù nella palestrina o in qualsiasi aula libera per provare e riprovare.

Impostare una coreografia di Hip hop o una danza elisabettiana non è stata una cosa molto semplice, ma la voglia di riuscire è stata tanta e devo dire che il risultato ha premiato l’impegno.

Quando adesso rivedo lo spettacolo a distanza di tempo, ripenso a tutti i momenti passati insieme, quelli di sconforto e stanchezza ma soprattutto quelli dove il divertimento è stato tanto, dove l’alunno che non pensavi è stato quello che ti ha dato più soddisfazione.

Sono convinta che chi è bravo vada da sé, non ha bisogno neanche di troppo sforzo, bastano poche direttive, ma la soddisfazione più grande si ha da chi ha più limiti, dal riuscire a innescare la motivazione giusta per poter riuscire, dal distribuire a ciascuno un determinato ruolo, dal far capire che si fa parte di un gruppo e ognuno è corresponsabile della riuscita dello spettacolo, qualunque sia la sua parte.

Una volta costruito il nostro pezzo, ci siamo confrontati con la prof.ssa D’Eugenio e la regista - la dott.ssa Vasta - che, grazie alla loro pazienza, professionalità e sensibilità sono riuscite ad amalgamare due gruppi e far sì che ne uscisse uno, unico in grado di mettere in scena lo spettacolo Time.

prof.ssa Gabriella Pastore

Ecco la versione integrale dello spettacolo

Ultimo Aggiornamento: 30 marzo 2014

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