25.7.2012 Narrazioni di narrazioni, laboratorio di scrittura


. Il laboratorio ’Narrazioni di narrazioni’ ha coinvolto, nell’anno scolastico 2011 - 2012, la classe IV G del Liceo Nicolò Machiavelli ed è stato guidato dalle operatrici di Mediazione Socialeprogetto Aracne, Angela Rossi e Chiara Pettinelli, in collaborazione con le professoresse Giselda D’Eugenio e Laura Carbonelli.

Questo progetto ci è sembrato particolarmente indicato per questa classe multietnica, che già aveva partecipato nell’anno precedente, nell’ ambito del progetto Comenius, ad un lavoro sulla Multicultura nel quartiere Esquilino. Infatti come è stato messo in evidenza nella presentazione del progetto l’intercultura ha bisogno delle storie, poichè è importante creare legami e riconoscimenti reciproci, senza perdere la propria identità.

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Il laboratorio si è proposto l’importante obiettivo della acquisizione della consapevolezza che ogni studentessa è innanzitutto una persona con la propria storia e della presa di coscienza della unicità e peculiarità di ogni storia. Inoltre un tale lavoro interiore ha portato al potenziamento della capacità di autoriflessione e della capacità di ascolto di se stessi e degli altri, mediante l’uso di linguaggi diversi.

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Il laboratorio si è basato sull’intersezione di tre piani temporali: presente , passato e futuro. In un primo momento le ragazze si sono raccontate attraverso le immagini, concentrando la propria attenzione sul "come sono secondo me"," secondo gli altri" e sul "come vorrei essere", riflettendo, in seguito, sui tre piani di conoscenza reciproca. La seconda tappa prevedeva l’apertura dello scrigno del passato, attraverso la lettura di brani tratti dal racconto L’isola sconosciuta di J.Saramago. Il viaggio nel passato è stato affrontato anche grazie ad una riflessione sul nome ed al ricordo di un giocattolo particolarmente caro nell’infanzia, dal quale è partita l’operazione della scrittura del proprio vissuto. Dal passato al presente e poi la sfera di cristallo ha aperto l’immaginario del futuro, tutti piani temporali accompagnati dalla stesura di uno scritto autobiografico.

Il Laboratorio " Narrazioni di narrazioni " ha rappresentato un’ importante esperienza per le studentesse della IV G poichè ha trasmesso loro il significato e l’importanza della memoria, della loro memoria, stimolando il pensiero retrospettivo ed introspettivo e la loro capacità di scrittura e contribuendo alla loro reciproca conoscenza e rispetto.

Prof. Giselda D’Eugenio

La prospettiva di me: l’esperienza di un laboratorio di scrittura autobiografica

Mi ricordo ancora il primo incontro con Giselda e Laura, docenti del Machiavelli: era gennaio del 2011. Con penna e taccuino e, come due archeologhe alla scoperta di tesori sconosciuti, si erano messe in cerca di tutto quanto potesse aiutarle a realizzare il progetto di far conoscere, da vicino alle loro studentesse dell’allora III G, la realtà multiculturale del Rione Esquilino.

Eravamo nello storico Nuovo Mercato Esquilino, nella sede del progetto Mediazione Sociale in cui lavoro [1] e ricordo ancora quello che ho pensato, mentre mi parlavano della loro idea. Ho pensato che Giselda e Laura incarnassero perfettamente tutto ciò che un docente, un adulto, un educatore che si occupa di ’cittadini in crescita’ dovrebbe essere e fare. Erano entusiaste, appassionate, desiderose di ’imparare’; ascoltavano ed appuntavano scrupolosamente nomi, numeri di telefono, indirizzi; erano determinate a far vivere alle loro studentesse un’esperienza di ricchezza e conoscenza, come quella di immergersi in un Rione tanto vario quanto, a volte, sconosciuto.

Da quell’incontro – e poiché all’interno di Mediazione Sociale si era avviata la progettualità Aracne [2] – nacque l’idea di collaborare in un lavoro sulla multicultura che fu inserito nel più ampio progetto Comenius della scuola. E in quell’occasione conobbi la prof. Mariella Fasanelli ed altre docenti del Machiavelli: tutte legate dalla comune idea di fare della scuola una palestra di saperi, sperimentazioni, emozioni. Ma, soprattutto, da quell’incontro nacque una relazione di fiducia e di mutua stima. La reciproca conoscenza, la piena condivisione di linguaggi, di pensieri e di obiettivi educativi permise di pianificare una serie di interventi che si mossero su un doppio canale: da un lato contribuire a creare a scuola momenti di conoscenza e formazione, dall’altro connettere la scuola al territorio.

Con l’avvio del nuovo anno scolastico 2011-2012, l’idea di proporre un laboratorio di scrittura autobiografica alla IV G del Machiavelli è stato un percorso naturale.

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Le ragazze, che l’anno precedente avevano raccolto le storie di vita dei commercianti del Mercato Esquilino, all’interno del Laboratorio “Narrazioni di narrazioni” si sono sperimentate nella scrittura di sé e lo hanno fatto con curiosità, passione e partecipazione. Ripercorrendo le tappe della loro vita, breve ma densa di momenti significativi, le ragazze si sono concesse la possibilità di soffermarsi – con ’lentezza’ e nel silenzio – per ’fare spazio’ nella loro mente all’arrivo dei ricordi e per creare la trama della loro vita partendo dal passato, descrivendo il presente ed immaginando il futuro. E, nella creazione, sono diventate le vere ed entusiaste protagoniste del percorso: hanno deciso cosa scrivere, come rappresentarsi, cosa far vedere di sé e cosa continuare a mantenere nella propria intimità. Raccontare del passato, del presente e del futuro – però – ha fatto sperimentare emozioni diverse.

Le ragazze hanno mostrato un forte coinvolgimento a raccontarsi bambine, a ricordare persone speciali, episodi fondamentali della propria storia, legami significativi e, a volte, spezzati: per esse, ricordare il passato ha rappresentato una sorta di ’salto all’interno di sé’, un’esperienza introspettiva alla ricerca dei fili che esistono perché rappresentano la trama della propria vita, ma che a volte si dimenticano.

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Raccontare il presente è apparsa, invece, un’esperienza più tormentata e ciò è comprensibile se pensiamo che si sta parlando di adolescenti. In più occasioni le ragazze lo hanno esplicitato comunicando la confusione di non capire bene chi fossero realmente, o meglio, spiegando la confusione legata al fatto di sentire di essere tante cose e, a volte, anche in contraddizione.

Parlare del proprio futuro è stata, in assoluto, un’esperienza gioiosa e giocosa. Nessuna è rimasta a riva, lasciando che l’acqua bagnasse solo i piedi, tutte si sono tuffate nel mare della scrittura e tutte hanno sognato. Molte hanno raccontato un futuro fatto di viaggi, molte hanno immaginato il loro futuro nel loro paese d’origine, molte hanno raccontato di aver realizzato i loro progetti professionali: tutte si vedono mamme e mogli felici. Quanto questo futuro sia frutto di un reale progetto di vita o solo di sogni nel cassetto non è dato saperlo: ciò che è reale e palpabile è l’entusiasmo e il divertimento che hanno mostrato nell’immaginarsi grandi.

La scrittura di sé ha permesso loro di riflettere e di fare un bilancio. Chi sono, come penso di essere, come mi vedono gli altri, come vorrei che mi vedessero, chi fa parte della mia vita, cosa so fare, quali sono i miei limiti, dove posso arrivare: sono solo alcune delle ’domande interiori’ che scaturiscono da un lavoro di scrittura autobiografica.

Non si può non dire Grazie alle ragazze, una per una. Si sono buttate a capofitto in quest’esperienza con la freschezza e l’energia dei loro anni, ma anche con intensità e profondità. E non si può non dire Grazie a Giselda e a Laura. Hanno creduto in quest’opportunità formativa da subito ed hanno creduto che la scrittura dei giovani potesse diventare un luogo di ascolto empatico da parte di adulti educatori attenti ed esperti in umanità.

La scuola dovrebbe essere così come l’ho vista in questa esperienza: una scuola fatta di persone – giovani e adulte – curiose, aperte al nuovo, pronte a confrontarsi e a mettersi in gioco. E dovrebbe essere così perché da questa energia tutti ne possono trarre benefici: studenti, insegnanti e operatori esterni. In questa comune energia, ognuno sentirà di avere un ruolo importante e darà un senso profondo al proprio impegno ed ognuno si sentirà e riconosciuto e apprezzato dagli altri.

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I giovani hanno bisogno di modelli positivi per crescere sani e gli adulti hanno bisogno di giovani attenti, contenti e gratificati. Tutto questo è stata l’esperienza al Machiavelli.

Angela Rossi, operatrice di Mediazione Sociale

Note

[1] Il Progetto Mediazione Sociale opera dal 2005 all’Esquilino con attività di mediazione dei conflitti, mediazione culturale, azioni di riqualificazione degli spazi pubblici e di cura dei legami sociali

[2] Aracne, finanziato dalla Provincia di Roma, ha operato dal 2010 al 2012 in alcuni istituti scolastici del Rione

Ultimo Aggiornamento: 5 settembre 2012

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