29.4.2013 Dialogo intergenerazionale nell’anno dei cittadini


INTRECCIANDO I DISCORSI

In un 2013 dedicato ad anno europeo della Cittadinanza, il liceo Machiavelli apre le sue porte al dialogo inter-generazionale in occasione dello European Day of Solidarity between Generations (29 aprile).

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integeneration sharing 1
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Nell’aula LIM di via da Procida i nonni degli alunni del biennio H sono stati invitati a raccontare le loro esperienze di vita e poi a discutere con i ragazzi su progetti e modalità di costruzione dell’Europa del futuro. Alla fine di un anno scolastico dedicato all’approfondimento del valore della democrazia, sono oggi stati invitati a costruire un percorso operativo di cittadinanza attiva tramite la conoscenza/sperimentazione di esperienze e riflessioni delle precedenti generazioni.

L’incontro è stato patrocinato dal nostro preside uscente. Con la competenza che gli deriva dai suoi 47 anni (“è l’età!”, ha commentato con una punta di rammarico) di attività, il professor Marcello Montagna ha riflettuto su come negli anni abbia visto diminuire da un lato le conoscenze oggettive dei ragazzi, ma aumentare dall’altro la loro curiositas, per gli stimoli diversificati che la società ora fornisce. L’ Europa che verrà si può allora iniziare a costruire, per Suo invito, da una comunità scolastica che (non solo nella componente docenti) sappia mutare e ampliare l’interazione con gli alunni aprendosi a un quadro di conoscenze europee.

L’intervento del signor Mario Pernazza ha messo in luce un insolito aspetto della espressione corporea: il ballo (mazurka, polka, fatto sperimentare anche alle nostre studentesse) sarebbe “un modo per confrontarsi con i nostri simili”. La passione condivisa creerebbe a suo giudizio una forte armonia all’interno di una coppia. Dunque una Europa del futuro si potrebbe costruire proprio da forme di socializzazione molto diverse da quelle usuali, poiché “per ballare occorre una grande concentrazione mentale e grazie a questo si impara a stare insieme”.

Dai piedi in movimento … alle mani! La signora Rita Pernazza ha raccontato come, oltre ad essere da 20 anni compagna di danza del marito, effettui sedute ricorrenti di … uncinetto! Una iniziale illustrazione dei minimi costi del materiale iniziale (bastoncino metallico, forbicine, filo, anche di ri-uso), seguita da una prova pratica, ha permesso alle nostre studentesse di visualizzare la dannosità della crescente incapacità manuale delle giovani generazioni (“è vero che siamo incapaci, infatti non ci riesco!” è stato il commento di una potenziale neofita). Il Vecchio Continente potrebbe allora, a giudizio della polivalente signora, costruire un futuro lavorativo proprio nella riscoperta dei mestieri del passato, di attività che richiedano non solo manualità ma concentrazione mentale e capacità di abbandonare la semplice logica del consumo a vantaggio di quella del ri-utilizzo.

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Spinto dalla morte del figlio a causa di un incidente con un tram a trazione animale (cavalli), il nonno del signor Laici aveva progettato e brevettato nella Parigi del secolo scorso un casco protettivo per motociclisti. Dalla iniziale attività di ciabattino, l’ingegnoso signore si era spinto fino al progetto (di cui abbiamo potuto visualizzare un prototipo) dell’air-bag, che l’allora governo francese si rifiutò di brevettare sottovalutandone la reale utilità per l’integrità fisica dei cittadini. Proprio da un’Italia che si segnala in negativo per la scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro viene oggi, tramite le parole del nipote dell’inventore del casco, l’invito a costruire una Unione Europea estremamente attenta al valore della sicurezza nella vita lavorativa e personale dei suoi cittadini.

Prof.ssa Augusta Charis Marconi

Ultimo Aggiornamento: 26 maggio 2013

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