17.12.2012 Quando una recita di Natale si integra nella progettazione curricolare europea


ALBUSPINUS. UNA RENNA CHE PARLA LATINO

A novembre, nell’ambito del mio corso di latino del biennio linguistico e dell’europrogettazione curricolare, chiedo ai ragazzi del 1H di inventare e poi tradurre in latino una favola natalizia su un’immaginaria piccola renna latinista.

Albuspinus (questo il suo nome) è destinato a perdersi a Roma, mentre aiuta Babbo Natale nella consegna dei regali, e a trovare il suo primo aiutante in un bambino di sei anni (anche lui latinista, il piccolo Tullius), nel cui camino la renna rimane incastrata.

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Lunedi 17 dicembre 2012. Dopo aver passato la prima parte di dicembre nelle prove dello spettacolo, il cui allestimento si sono visti ‘assegnare’ come compito, le 16 ragazze e i 2 ragazzi del 2H vedono arrivare il magico e inquietante momento della ‘prima’.

Ingresso ufficiale della sezione H in v. Procida: ore 11; arrivo dei piccoli spettatori e attori a scuola per fare o seguire la recita: ore 8. I ragazzi operano dunque nel loro ‘tempo libero’.

Ore 8.10: truccatrici, scenografi, trovarobieri sono all’opera per montare lo sfondo, preparare i costumi, regolare le luci.

Ore 8.50: serpeggia la prima inquietudine da ‘messa in scena’: i ragazzi provano a gruppetti i loro ruoli, si corre per la sala, ci si chiama a vicenda.

Ore 9.10: disposizione degli ascoltatori nei posti assegnati.

Ore 9.30-10.30: recita e ringraziamenti finali.

Terminato l’impegno ufficiale, mi muovo per l’aula alla ricerca delle impressioni dei partecipanti. Ciò che ascolto mi comunica un senso di appagamento: i ragazzi, mettendosi e togliendosi a vicenda i costumi di Natale occorsi per la recita, dicono di ‘essersi sentiti protagonisti della vita della scuola’: loro hanno scritto, tradotto, recitato, messo in scena un testo, applaudito dai loro compagni.

Immersa in una società dominata dal demone della tecnologia, come persona ho avuto il piacere di portare i ragazzi a (ri)scoprire una corporeità che un’arte antica come quella teatrale impone: l’uso del corpo nello spazio, della mimica, della produzione artigianale di suoni (vedi il ‘bastone della pioggia’).

Come professore, li ho visti sperimentarsi in ruoli diversi, apparentemente umili, come il rumorista o il trovaroba; mondani, come truccatrice o grafica; impegnativi, come narratore, scenografo o attore. In ognuno di loro, ho visto apparire lati diversi della personalità rispetto a quella conosciuta nella’ordinaria didattica in aula.

Poiché una sola ragazza aveva seguito in precedenza un corso di teatro, è come se, sia pure per un breve periodo, fossero divenuti i ‘professori di loro stessi’, autodirigendosi in un ruolo mai sperimentato prima.

Albuspinus: testo scritto dalla classe 1h, recitato dalla 2H.

Narratore: prof. Marconi, Riccardo L. Santa Claus: Silvia F. Folletti: Alessia C., Eleonora D. Albuspinus: Gabriele A. Tullius: Lorena C. Guardie forestali: Federica L., Giulia P.i Anziano: Lia M.

Corpo di ballo: Silvia C., Cristina D., Erica G., Aurora L., Alice M., Federica P.

Scenografia: Martina C. Grafica: Marika F. Trucco: Chiara L. Rumorista: Antonella M. Trovaroba: Carlotta R. Riprese: Vittoria T.

Regia: Prof.ssa Augusta Charis Marconi Aiuto regia: Arianna M.T.

Professoressa Augusta Charis Marconi

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Ultimo Aggiornamento: 20 dicembre 2012

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