Comenius/Etwinning 10.6.2011: quando un progetto europeo si integra nel curricolo


Il progetto Etwinning “European Multicultural Society and Citizenship” (EMSC) è nato come supporto all’omonimo partneriato Comenius multilaterale, è ne è lo specchio. Sin dalla fase della progettazione Comenius con i partners europei ci siamo posti il problema di come comunicare con costanza e creare una comunità tra alunni e docenti e la scelta del Twinspace è stata la risposta naturale per quasi tutti noi che già eravamo Etwinners.

Quindi il progetto Etwinning EMSC ha consentito a tutti i partners di portare avanti congiuntamente la riflessione sulla cittadinanza europea, gli spazi sociali e multiculturali, i sistemi educativi, usando la piattaforma educational Etwinning dove alunni e docenti comunicano attraverso forum, blog, chat, pubblicazione di elaborati.

Per quanto riguarda il nostro liceo, la scelta vincente è stata quella di integrare il più possibile le tematiche e le metodologia dei progetti europei all’interno del curricolo, e non di una sola disciplina. Per ciò abbiamo scelto di realizzare il progetto EMSC interamente all’interno del curricolo, e non di pomeriggio; di coinvolgere intere classi, e non gruppi selezionati; di coinvolgere interi consigli di classe e non solo l’inglese (lingua del progetto). Questo fa sì che la progettazione europea sia pane quotidiano, e non impegno episodico, e che “muova” molte persone a lavorare insieme verso un obiettivo comune.

Per me che sono la referente del progetto EMSC e insegno inglese, l’integrazione delle tematiche di progetto nella programmazione della mia materia è avvenuta coinvolgendo nel progetto le quattro classi della sezione H in cui insegno. Nel biennio delle quattro ore di inglese, una è dedicata ad attività laboratoriali Etwinning, quindi nel corso di tutto l’anno scolastico propongo tematiche di conversazione e produzione scritta collegate al progetto. L’arricchimento linguistico in una comunicazione con persone reali avviene in modo naturale. E il contatto virtuale con alunni stranieri impegnati ad affrontare lo stesso tipo di lavoro, motiva i nostri alunni a dar conto di sé e della propria realtà, a cimentarsi in testi creativi, a spaziare da tematiche di progetto a tematiche esclusivamente proprie, in un continuo passaggio dal pensiero convergente al pensiero divergente. Nel triennio, dove le ore di inglese diminuiscono e il carico di lavoro generale è molto più intenso per i ragazzi, l’attività laboratoriale su Etwinning diventa meno costante ma forse assume una profondità maggiore. Quindi riflettono su tematiche più complesse e producono elaborati più articolati.

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EtwinningcorneratMachiavelli
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L’integrazione delle attività del progetto in materie diverse è avvenuta grazie al coinvolgimento dei Consigli di classe. All’interno di essi, a inizio anno, abbiamo riflettuto sulle competenze trasversali, sociali e cognitive che Etwinning aiuta a promuovere e negoziato l’apporto di ciascun docente alle tematiche del progetto EMSC.

In quella sede ciascuno ha indicato la modalità in cui intendeva collaborare. Risultato: 8 docenti dei cdc della mia sezione + 4 di altre sezioni hanno manifestato l’intenzione di approfondire con gli alunni una o più tematiche di progetto. Alcuni esempi: idea di Europa in Storia e Filosofia, leggi europee sull’alimentazione in Diritto, Luoghi ispanici a Roma in Spagnolo, luoghi francofoni a Roma in Francese, Machiavelli e machiavellismo in Europa in Italiano-triennio, villa Borghese come spazio sociale e multiculturale in Arte, l’insegnamento di Comenio in Scienze dell’Educazione.

Inoltre, tutto il progetto, benché concepito in inglese, ha ampi spazi riservati all’uso delle altre 2 lingue studiate dagli alunni (francese e spagnolo) e presenta alcune riflessioni sulla lingua italiana, quindi si è prestato a un lavoro in ottica plurilingue.

Con i colleghi di Storia/Filosofia e Italiano del triennio sezione H e con il responsabile del nostro centro di documentazione, Fabrizio Melchiori, raccordiamo l’azione Etwinning/Comenius all’idea e alla pratica dell’Information literacy. Quindi cerchiamo di chiarire a noi stessi e agli alunni – che spessissimo hanno ottime abilità tecniche - che oltre alla tecnica c’è di più di più, c’è il bisogno informativo, il discernimento delle fonti, la sicurezza online, il rispetto del copyright, e così via.

Nel biennio sezione H, particolarmente proficua è stata la collaborazione con la docente di lettere, prof. Charis Marconi, che ha interamente incorporato le tematiche del progetto EMSC nella sua programmazione: nel primo anno ha approfondito la geografia dei paesi partners e le istituzioni europee, nel secondo anno ha lavorato sugli spazi sociali nella Roma antica e sulla costruzione dell’identità di un popolo attraverso il teatro nell’antichità e nella contemporaneità (si legga articolo qui sotto).

Due docenti di matematica, prof.sse B. Antonini L. Spinoso, e hanno inoltre voluto contribuire al progetto preparando due unità didattiche CLIL – matematica in inglese.

Gli alunni hanno avuto la percezione che ci fosse un lavoro di squadra da parte dei docenti che li sollecitava a lavorare con la stessa modalità collaborativa.

Maria Rosaria Fasanelli

Classe 2H a.s. 2010-2011 prof.ssa A.C. Marconi

Progetto Comoenius

Lo svolgimento del progetto Comoenius è stato interamente curricolare e declinato nelle tre discipline che quest’anno insegno ai ragazzi: italiano, latino, storia.

Il primo collegamento è stato relativo proprio al latino. Dopo aver spiegato in aula come il centro della vita delle città antiche fosse la piazza, il foro, come luogo delle attività commerciali, giudiziarie, politiche, religiose e sociali, la classe a ottobre è stata accompagnata da me e da un archeologo a visitare il foro voluto dall’imperatore Traiano, che ha la particolarità di avere ben visibile a tutt’oggi lo spazio commerciale e amministrativo. Tutti sono stati invitati a prendere appunti e a scattare foto, da riversare poi nei cartelloni (su Etwinning i ragazzi venivano intanto invitati dalla docente di inglese a descrivere gli spazi sociali dei loro quartieri).

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Il foro nell\’antichità
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Il lavoro è proseguito in italiano, centrato sullo spazio fondamentale della comunicazione culturale e morale delle città antiche: il teatro. Da novembre a febbraio è stata eseguita in aula da tutti i componenti della classe (alternativamente) una lettura ad alta voce di testi teatrali integrali della letteratura antica e moderna, intervallati da mie spiegazioni storiche e culturali. È stata richiesta ai ragazzi una partecipazione attiva nella ricerca di una interpretazione.

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Spazi sociali
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Il percorso tematico è stato relativo al matrimonio, come istituzione fondante da sempre il nucleo di ogni società. Abbiamo iniziato con l’«Edipo re» e l’«Edipo a Colono» del tragediografo greco Sofocle, trattanti uno dei miti fondamentali del mondo antico, quello di Edipo, legato alla tabuizzazione dell’incesto come momento distruttore dell’unità familiare e sociale.

L’intera classe si è recata con me al teatro “Argentina”, per assistere alla rappresentazione serale dell’«Edipo re» e per poter vivere di persona il teatro nella sua dimensione contemporanea. Al riguardo è stato affrontato un dibattito in classe e è stato prodotto uno specifico cartellone.

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il teatro e l\’identità
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Abbiamo proseguito con l’«Amleto» di Shakespeare, per mostrare la continuità dei tabù sociali fra mondo antico e moderno: la scelta delle nozze endogamiche (a cui è stata finalizzata l’uccisione del padre) fra la madre e lo zio di Amleto, ne comporteranno la ‘morte sociale’ con la simulazione della pazzia e il tragico duello finale con l’annullamento dell’intera famiglia regnante danese.

Ci siamo poi interessati di come la commedia ritragga il matrimonio e abbiamo scelto due testi del commediografo latino Plauto, «Casina» e «Stichus», legati l’uno alla condanna degli amori extraconiugali e senili (capaci di distruggere l’unità familiare e dunque sociale), l’altro alla esaltazione della fedeltà coniugale, esemplata nella soria di due sorelle che non accettano i nuovi mariti che il padre ha in serbo per loro.

Il lavoro si è concluso con la lettura di un testo italiano contemporaneo, «Ti ho sposato per allegria» di Natalia Ginzburg, che mostra l’evoluzione della vita matrimoniale post seconda guerra mondiale: due sposi si interrogano a un mese dal loro incontro e a una settimana dalle nozze sul senso del passo da loro intrapreso, per arrivare alla conclusione che non grandi ragioni ideali o affettive li hanno spinti, ma solo il piacere di una compagnia ‘divertente’. Il matrimonio viene così salvato come istituzione sociale, riscrivendone le logiche di attuazione. Per giovedì grasso è stata organizzata una recita in classe di questo testo, con i ragazzi ‘mascherati’ da giovani degli anni Sessanta, e ripresa video dello stesso.

A marzo il lavoro è proseguito in storia. Conclusa la trattazione della storia antica, la classe è stata accompagnata in una ‘passeggiata archeologica’ a visualizzare le trasformazione degli spazi sociali fondamentali della città di Roma attraverso il tempo, con un itinerario da me formulato relativo ai luoghi del potere, della cultura, della memoria, della vita quotidiana e popolare (i ragazzi avevano ricevuto anche il compito di prendere appunti per redigere scritti creativi sulla città poi riversati su Etwinning)

A questo punto la classe ha prodotto in successione: 1. dei lavori di gruppo, con la produzione e l’esposizione di 4 cartelloni: “Urbs in fabula” (come Roma si è raccontata attraverso il teatro), … 2. dei lavori singoli, con la produzione di saggi brevi o articoli di giornale sul tema: “La costruzione della identità, personale e sociale”. Estratti di questo lavori sono stati poi da me selezionati e disposti in un ideale ordine logico e cronologico a formare quel lavoro e quel pensiero, insieme unico e collettivo (22 pensieri che vengono a formare un solo grande pensiero intorno al tema del progetto Comoenius, ovvero l’identità), che rappresnta per me il senso profondo della scuola e della sua capacità formativa.

Augusta Charis Marconi

Ultimo Aggiornamento: 6 agosto 2011

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