Il Vir e la Modernità


Nell’ambito della progettazione Unesco del “Machiavelli” il professor Corsi (titolare della cattedra di Lettere al Liceo “Gandini” di Lodi) è stato invitato dalla docente di Italiano del 3H a tenere una lezione su significato e accezioni del termine Virtus.

La docente aveva ricordato alla classe la fondamentale distinzione antica fra civis e servus per chiarire come lo strumento che permetteva al cittadino di vivere in una res publica era il mos, riassumibile nella tarda età repubblicana nel concetto di virtus.

Il professor Corsi ha enucleato dalle “Tuscolane” due passi fondamentali di Cicerone: il legame etimologico della parola con il Vir (l’uomo adulto e libero) e il senso che da qui si riflette su virtus come necessità di una fortitudo animi. Con questo significato a suo giudizio la parola giunge a Machiavelli, che ne fa un cardine della riflessione politica ne “Il Principe”. Erede invece della tradizione cristiana del termine è il poeta contemporaneo Luzi, che nella poesia Nel mese di giugno stigmatizza quella virtù che non sia capace di giungere all’amore.

La docente conclude l’argomento riflettendo su come per una Cittadinanza globale (oggetto della progettazione unescana 2016-2017 del Liceo) sia ancora necessaria quella fortitudo animi che permetta agli uomini di fronteggiare gli eventi (come gli attacchi militarizzati e destabilizzanti dei diversi nuclei terroristici) e difendere quella forma avanzata e attuale di res publica che è oggi l’Unione Europea.

Prof.ssa Augusta Charis Marconi

Ultimo Aggiornamento: 13 maggio 2017

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